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Brucia, Kalinka!

Kaljnka maja,
f sadu jagoda malin'ka maja.
Kalinka mia,
mia piccola bacca di lampone nel giardino
Kalinka la mia piccola bacca di lampone. Kalinka malin'ka maja... Kalinka. Mentre l'inno russo e mentre balli ucraini rapiscono le menti degli astanti per portarle nell'atmosfera fredda e calda del quadro innevato squarciato dal sole che s'irradia tra gli alberi nella Galleria, mia Kalinka, mia bacca di lampone, mia Kalinka, un uomo si squarcia le vesti e dà fuoco ai suoi rami e all'indigenza, e si brucia davanti al tuo giardino. Kalinka, mia piccola bacca di lampone. Kalinka mia bacca, mia piccola Kalinka, basterà il tuo amore per saziare la fame di chi non può vivere? Mia Kalinka, quanto sfoggio per evocarti ieri sera, mia Kalinka? Mia Kalinka, vale la pena udire il suono delle tue lettere e immaginare la bocca tua rossa, russa, quando un uomo si brucia e non può sognarti, per gioco, né averti come bacca per cibo. Mia Kalinka, che vieni dalla Russia, mia amata Kalinka zigana, che non hai niente dello sfarzo e che ti pieghi al sogno dei falsi intendenti della tua musica. Kalinka zigana che evochi sogni al signore barone che batte le mani da massone (e lo ostenta!), che grida "majà!". Per ringraziarti, domani cancellerà il tuo giardino, mia zingara, mia Kalinka.
Kalinka mia,
mia piccola bacca di lampone nel giardino
Kaljnka maja,
f sadu jagoda malin'ka maja.
Tu chiamala retorica, ma io sono incazzata, e ho ancora la visione della lanugine lasciata, ieri sera, dall'uomo che s'è bruciato davanti al Comune. Mentre a Palazzo assaporano le bacche di Kalinka i disperati non sanno come tirare avanti.
Kalinka mia,
mia piccola bacca di lampone nel giardino
Kaljnka maja,
f sadu jagoda malin'ka maja.

Pubblicato il 27/1/2008 alle 11.59 nella rubrica Bestiario.

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